Fasi dello sviluppo libidico in Freud

Nella psicoanalisi freudiana è detta «libido» l’energia della pulsione sessuale, presente come sua manifestazione dinamica nella vita psichica. Essa ha un valore quantitativo (quantità di investimento), una fonte (zone erogene), una meta (oggetto, sublimazione). Nello sviluppo dall’infanzia all’età adulta, l’organizzazione psico-sessuale evolve per fasi successive, caratterizzate dall’investimento della libido su zone erogene specifiche, rispettivamente sulla bocca, l’ano e il pene. La prima fase è quella “orale” (fino ai due anni circa), e assume un duplice significato: sia quello di mangiare, sia quello di essere mangiato; inoltre si suddivide rispetto a due attività: di suzione (fase orale precoce, che ha come meta l’incorporazione-introiezione), e di morsicamento (fase sadico-orale, che implica un’attitudine distruttiva). La seconda fase è quella “anale” (tra i due e i quattro anni circa) caratterizzata dalla polarità attività-passività, nelle due forme: sadico-anale-espulsiva, legata all’evacuazione e alla distruzione, ed erotico-anale-ritentiva, legata al controllo e alla pulsione di impossessamento; da questa ultima modalità origina la famosa triade ordine-parsimonia-ostinazione, descritta da Freud in Carattere ed erotismo anale (1908). La terza fase è quella “fallica” (dai tre ai cinque anni circa) caratterizzata dalla polarità fallico-castrato, ma non ancora dalla polarità maschio-femmina; tale fase vale sia per il bambino sia per la bambina (circa la fonte, il clitoride è l’equivalente del glande), e ne deriva il complesso di castrazione per l’uno e  l’invidia del pene per l’altra. Questa fase si connette strettamente con quella “edipica” caratterizzata dai sentimenti amorosi e ostili nei confronti delle figure genitoriali, in una situazione triangolare di conflitto; la dizione «fallo» (e non pene) acquisisce prevalentemente una significazione allegorica, in senso simbolico. Per la minaccia di castrazione (nel bambino) o per l’evidenza di una mancanza (nella bambina), la fase fallica assume un ruolo determinante per il superamento del complesso di Edipo. Le precedenti organizzazioni psico-sessuali sono classicamente dette pre-edipiche, o pre-genitali. La “fase edipica” si dispiega all’acme di quella fallica, verso i cinque anni di età, e il suo declino introduce la fase successiva, detta “periodo di latenza”. Questa va dai cinque o sei anni fino alla pubertà; è accompagnata da meccanismi di rimozione e dallo sviluppo di meccanismi di sublimazione. Ultima delle fasi dello sviluppo libidico è quella “genitale” che, dopo la pubertà, contempla una sintesi delle organizzazioni pregenitali, superando l’autoerotismo e la perversione polimorfa delle pulsioni parziali dell’infanzia. Il primato della zona genitale, e della scelta dell’oggetto d’amore, implica un’attitudine dell’adulto (probabilmente un po’utopistica, o socialmente determinata), che include: reciprocità di orgasmo, con un unico compagno amato, dell’altro sesso, col quale si possa condividere reciproca fiducia, capacità di lavoro, procreazione, svago, e così assicurare anche alla prole uno sviluppo soddisfacente. 

[Massimo Adolfo Caponeri]

in “Dizionario internazionale di psicoterapia”, Nardone e Salvini, ed. Garzanti, pag.284

bibliografia: 

– Tre saggi sulla teoria sessuale (1905): Freud Opere, Boringhieri

– Carattere ed erotismo anale (1908): Freud Opere, Boringhieri

– Teorie sessuali dei bambini (1908): Freud Opere, Boringhieri

– Psicoanalisi e Teoria della Libido (1922): Freud Opere, Boringhieri

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