Per una prospettiva dinamico-costruttivista

Il riferimento epistemologico di una teoria valida e condiziona la tecnica che ne consegue. 

Nella fisica quantica il gruppo di Copenhaghen stravolge i postulati classici introducendo il principio di indeterminazione ed il probabilismo, oltre all’inclusione dell’apparato sperimentale e dell’osservatore nel sistema fisico di conoscenza.. A partire dalla fisica quanto-teorica, dopo la relatività, concetti quali indeterminazione, probabilismo (Heisenberg), complementarità (Bohr), hanno cancellato quell’ideale di obiettività, che ambiva a oggettivare un sistema isolato.

Conoscente sul conosciuto

L’interferenza del conoscente sul conosciuto ridefinisce la conoscenza come costruzione (e con significato adattivo), non più come scoperta neutral-obiettva. Ne risulta l’impossibilità di poter mai considerare un “sistema isolato”, anche per l’interferenza interna delle probabilità. Tale cambiamento di posizione scientifica pone le basi per un’epistemologia costruttivista, e avvalora, sul piano terapeutico, l’interazione e l’iniziativa costruttivo-modificatrice del terapeuta.

Il dott. Massimo Adolfo Caponeri di C.A.Me.Psi

La psicoterapia breve a orientamento strategico-costruttivista

La psicoterapia breve a orientamento strategico-costruttivista deriva dalla tradizione del Mental Research Institute (M.R.I.) di Palo Alto, California, dal connubio delle teorie sistemiche con quelle della comunicazione, della cibernetica, e per l’influsso degli studi sull’ipnosi e sulla suggestione (ipnosi senza trance). Attualmente non esiste un’unica “Terapia Strategica“, ma diversi modelli d’approccio strategico alla terapia, sempre su orientamento cognitivo-costruttivista. Per quanto riguarda la psicoanalisi, e la tradizione scientifica con la quale si sposa, si può dire per certo che essa ha i caratteri dell’empirismo, poiché ritiene di derivare i suoi dati da osservazioni fenomenologiche, dalle quali deduce le conoscenze che convergono in una teoria, e quindi stabiliscono una dottrina. La sua logica si dispiega attraverso la scomposizione dei processi osservati, in una riduzione verso una causa efficiente e originariamente genetica.

Il modello

Il modello di tale disciplina è dunque orientato in senso decisamente causalistico e deterministico, in linea con il positivismo dell’epoca, che potremmo definire come di tradizione “aristotelico-assiomatica”, in sede scientifica, e “newtoniana”, in fisica. Anche quando Freud si spinge, in “Costruzioni nell’analisi” (1937), al di là dell’interpretazione, con suggerimenti che possano ottenere un sicuro “convincimento” di verità, tuttavia il senso dell’intervento resta invariato, in direzione retrospettiva e ricostruttiva, mai prospettica.

Suggerimento/suggestione

Inoltre, qualsiasi “suggerimento” deve essere convalidato in modo da fugare ogni sospetto di suggestione. La questione rimanda all’origine ipnotica della cura, e all’intenzione di avvalorare la psicoanalisi proprio in contrasto con l’ipnosi, che godeva di scarsa scientificità per l’evidente “interferenza” del terapeuta. Curiosamente, alla luce delle nuove posizioni della scienza, ora potremmo considerare piuttosto inutili gli sforzi per aderire alla “scientificità” di un positivismo datato.

Una visione più attuale

In una visione più attuale, dunque, suggestione e influenzamento sono solo variabili di interferenza ineliminabili; rappresentano gli strumenti da modulare per costruire credenze più adattive. Di fatto, in virtù dei nuovi orientamenti scientifici, da più di vent’anni all’interno dello stesso  movimento psicoanalitico sono già sorte nuove correnti. Possiamo elencare, e certo qualcuna ne sfuggirà: intersoggettivismo, costruttivismo, prospettivismo, interazionismo, interpersonalismo.

il dottor Massimo Adolfo Caponeri (Camepsi)

Ma insuperabile è tuttora l’idea di un terapeuta che possa essere in certo qual modo persuasore e costruttore a sua volta di cambiamenti, e che faccia poggiare la scientificità solo sull’efficacia di risultati concretamente e congiuntamente osservabili e soprattutto ripetibili. Immutabile, inoltre, è certamente il “setting”: cioè il caratteristico assetto rituale del luogo (la stanza d’analisi) il lettino, la posizione, l’orario, la cadenza delle sedute (tutte cose, tuttavia, che esercitano un’indubbia suggestione).

Alterare il setting ha sempre significato compromettere nell’essenza il processo analitico.

Peraltro molte concettualizzazioni della psicodinamica possono ancora essere tenute presenti anche in una psicoterapia a orientamento costruttivista e strategico: ad esempio le nozioni di difesa, resistenza, proiezione, rimozione, che ora possiamo meglio definire come autoinganno, isolamento, razionalizzazione, identificazione, e soprattutto coazione a ripetere, intesa come tentativi di soluzione continuamente fallimentari.

Molte figurazioni della metapsicologia sono inoltre nella cultura e nel linguaggio comuni: saranno utili comunicativamente, magari in guisa di metafore (io, es, super-io, inconscio, edipo, libido, eros, pulsione di morte, etc.). Si pensi, poi, al celebre aforisma di Santayana: “quelli che ignorano la storia sono condannati a ripeterla”, e a tutta la complessa significazione della coazione a ripetere; oltre all’approfondimento del sado-masochismo, delle perversioni e del narcisismo.

Edipo

Quanto all’Edipo, la sua accezione come trama di desiderio e competizione è ormai luogo comune. Variata la conduzione della terapia, con l’iniziativa sempre ascritta al terapeuta, il riferimento psicodinamico sarà maggiormente utile proprio nelle forme non riduttivamente monosintomatiche, come nei casi c.d. borderline, e nei disturbi relazionali.

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