Psicoterapia dinamico-costruttivista

Dopo essermi dedicato per decenni alla applicazione della Psicoanalisi, e poi della Terapia Strategica (di derivazione costruttivista) oggi preferisco nominare in questo modo una forma di “Terapia Breve”, che utilizza una metodica prevalentemente strategica, ma che conserva comunque un riferimento psicoanalitico in taluni fondamenti base della sua teoria, anche se non nella prassi.

Di fatto, in virtù dei nuovi orientamenti scientifici, da più di vent’anni all’interno dello stesso movimento psicoanalitico sono già sorte nuove correnti.
Possiamo elencare, e certo qualcuna ne sfuggirà: intersoggettivismo, costruttivismo, prospettivismo, interazionismo, interpersonalismo.
Ma insuperabile è tuttora l’idea di un terapeuta che possa essere in certo qual modo persuasore e costruttore a sua volta di cambiamenti, e che faccia poggiare la scientificità solo sull’efficacia di risultati concretamente e congiuntamente osservabili e soprattutto ripetibili.
Immutabile, inoltre, è certamente il “setting”: cioè il caratteristico assetto rituale del luogo (la stanza d’analisi) il lettino, la posizione, l’orario, la cadenza delle sedute (tutte cose, tuttavia, che esercitano un’indubbia suggestione).
Alterare il setting ha sempre significato compromettere nell’essenza il processo analitico.

Il setting della Psicoterapia dinamico-costruttivista

Nella psicoterapia dinamico-costruttivista il setting, rispetto a quello psicoanalitico, è modificato sostanzialmente, e non solo in aspetti formali (durata, numero e frequenza delle sedute), asserendo l’attività, l’iniziativa e la direttività del terapeuta, in un obiettivo di brevità e valutabilità.

Si è certi della “interferenza” del terapeuta sul campo esperenziale; pertanto, al di là del concetto di controtransfert, si considerano le possibilità di persuasione, e anche di suggestione, nell’intento di modificare credenze “patogene”, esitanti in sintomi e disturbi impedenti.

Tenendo presente anche un riferimento psicodinamico, tuttavia, non ci si può sempre limitare al sintomo in quanto problema e obiettivo dell’intervento, senza ben valutarne il significato economico e simbolico, oltre che dinamico: per evitare una cronicità di problematiche con espressioni variabili.

Problema sotto problema

In altri termini, è bene fare attenzione fin dall’inizio all’eventuale “problema sotto al problema”: se cioè una sintomatologia sia sostenuta da un altro problema sottostante. La ripetizione, coattiva, di esperienze sfavorevoli e sintomaticamente moleste, presuppone spesso un nucleo originario, una spina irritativa da ricostruire e ritrasformare. La coazione a ripetere può essere vista anche come una reiterazione di tentate soluzioni fallimentari, e sostenuta dalla non consapevolezza, per effetto di un meccanismo di “rimozione”(fermo restando una sua forma più “maligna” e mortifera). E la rimozione può anche essere ridefinita “autoinganno” (certe tradizioni orientali direbbero forse un “trucco della mente”).

Edipo

Con “Edipo”, per estensione possiamo raffigurare la perenne lotta per la conquista di un oggetto di desiderio e il confronto con un antagonista che vi si oppone, ed includere il percorso emancipativi dalle figure genitoriali. È indubbio, inoltre, che esperienze e vissuti traumatici pregressi, infantili e adolescenziali, incidono in modo profondo nello sviluppo di un individuo, e possono necessitare di un intervento di rielaborazione, o di “bonifica”

Molte figurazioni della metapsicologia psicoanalitica (edipo, super-io, inconscio, es, narcisismo, ecc.), peraltro, fanno ormai parte della cultura e del linguaggio comuni: pertanto spesso sono utili comunicativamente, magari in guisa di metafora.
Realtà psichica (Freud e psicoanalisi) e realtà di secondo ordine (watzlawick e costruttivismo) possono ricongiungersi propriamente nella costruzione di un tertium non datur.

Pertanto, pur variato l’assetto della terapia con la conduzione maggiormente ascritta al terapeuta, il riferimento psicodinamico sarà particolarmente utile proprio nelle forme non riduttivamente monosintomatiche, in casi c.d. borderline e nei disturbi relazionali.

Approfondimenti:

Per una prospettiva dinamico-costruttivista (testo introduttivo)

Terapia dinamico-costruttivista

Per una prospettiva Dinamico-Costruttivista (approfondimento)

Psicoterapia dinamico-costruttivista (approfondimento)

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