Maltrattamenti Molestie e Stalking:

collusione inconsapevole (involontaria compartecipazione) della vittima

Lo stalking (sindrome del molestatore assillante) è una condotta molesta che esiste da sempre. La finalità si può ravvisare nell’esigenza di possesso e nella rivendicazione.

All’origine, di consueto, sono la perdita o il rifiuto o la non acquisizione di un oggetto-persona inteso come essenziale. Sul piano psicologico si è fatto molto riferimento alle teorie dello “Attaccamento”, che, secondo Bowlby, è un istinto innato e primario, atto alla protezione di chi è indifeso e immaturo. L’attaccamento vincola in un legame specifico due persone (caregiver e infante).

Rifiuto

Rifiuto e abbandono sono la ferita fondamentale di questo legame. Harlow, con i suoi esperimenti con i piccoli macachi, ha rinforzato etologicamente l’importanza dell’attaccamento (già ampiamente precisato da Konrad Lorenz), e così Spitz, con la triste osservazione dei tanti piccoli orfani di guerra senza sufficiente cargiver (depressione anaclitica). Mary Ainsworth, creando il test della “strange situation”, è riuscita a descrivere i quattro fondamentali stili d’attaccamento, che, se protratti o ancora evidenziati in età adulta, possono caratterizzare quattro differenti stili di relazione “amorosa”.

– Attaccamento sicuro – L’amore sicuro

– Attaccamento resistente-ambivalente – L’amore ossessivo

– Attaccamento evitante/distanziante- L’amore freddo distaccato

– Attaccamento disorientato/disorganizzato – L’amore patologico

Affidarsi ad una base sicura, per il bambino, a sua volta significa: poter riuscire ad affacciarsi con coraggio verso il mondo esterno sapendo di poter tornare dal genitore qualora si sentisse spaventato o minacciato, perché sarà sempre accettato, confortato e ben voluto.

Vero è anche che il fatto che l’attaccamento sia “monotropico”, ossia con una singola figura, se diventa assoluto, può avere implicazioni profonde per lo sviluppo delle competenze sociali e dell’autonomia.

Stolker

Circa lo stolker di particolare significato è il secondo tipo di attaccamento.

– Attaccamento resistente ambivalente – L’amore ossessivo

In campo amoroso,tale soggetto sarà più volte trascinato dal vortice della passione, pensando di aver trovato la persona giusta. In realtà, andrà incontro ad idealizzazioni eccessive di persone che presentano, al contrario, proprio quei tratti caratteriali che egli stesso odia. Solo successivamente, si renderà conto di aver commesso uno sbaglio nella scelta, e a quel punto, soffrirà irrimediabilmente. Abbiamo, inoltre, sostenuto che il bambino che sperimenta una relazione con una madre imprevedibile, sviluppa dei modelli del sé, come di una persona da amare in maniera discontinua, ad intermittenza. Da quanto scritto, ne consegue che, all’interno di una relazione amorosa adulta, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sé, come persona degna di amore, allora penserà di essere amato profondamente e rispettato dal partner, ma quando prenderanno il sopravvento i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà facilmente trascinato nel tunnel della gelosia più estrema, dando vita ad una relazione ossessiva, possessiva e autoritaria: non mancano, talvolta, reazioni di aggressività fisica piuttosto violente, o addirittura episodi che sfociano in delitti passionali. Il problema principale del soggetto insicuro-ambivalente è che “…rimane sempre nella fase dell’innamoramento. La sua ansia da separazione è sempre all’estremo. Il suo amore è sempre ossessivo. Il suo odio è sempre travolgente. La possibilità di esplorare il mondo, di essere contento e di amare sulla base della sicurezza che può offrire una relazione consolidata sono per lui dimensioni sconosciute. Per lui quello non è amore!

Più disposti ad essere oggetti di maltrattamenti fino allo stolking semmbrano quelli appartenenti al quarto stile di attaccamento

– Attaccamento disorganizzato L’amore patologico

Si tratta di modelli di attaccamento che rimandano a storie di abuso e maltrattamento da parte della figura allevante, nei confronti del proprio bambino. I bambini che sperimentano questo tipo di legame, presentano, durante la Strange Situation , dei comportamenti alquanto anomali: restano immobili, si dondolano, si coprono gli occhi alla vista della madre, danno vita ad una serie di comportamenti piuttosto stereotipati. Essi, elaborano, durante l’infanzia, delle rappresentazioni interne della relazione, confuse e incoerenti. La conseguenza di tali esperienze pregresse è, nell’età adulta, l’intervento dei modelli interni nell’interpretazioni degli eventi della realtà, che restano sempre oscurati da un velo di confusione e incontrollabilità, e anneriti da una visione piuttosto catastrofica. In amore, questi soggetti, spesso, sono incapaci di scegliere partners affidabili, correndo il rischio di farsi coinvolgere in relazioni distruttive, con persone violente e aggressive (Attili, 2004). D’altro canto, gli stessi individui con modelli interni di tipo disorganizzato, tendono a dar vita, e a mantenere nel tempo, relazioni improntate su modalità comunicative violente e fredde, presentandosi come partners e genitori maltrattanti, o abusanti.

Per quanto attiene alla Psicoanalisi Freud tratta il concetto di “perdita” in “Lutto e melanconia” (1915), riconoscendo una prima fase del lutto come caratterizzata da rifiuto, ricerca dell’oggetto perduto, agitazione, fino a uno stato collerico, anche verso se stesso.

Correlativamente per Freud esiste una Pulsione d’impossessamento

“Maltrattamenti Molestie e Stalking” di Massimo Adolfo Caponeri per Campesi

 

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