depressione
il dott Massimo Adolfo Caponeri
il dott Massimo Adolfo Caponeri

“Dobbiamo ascoltare davvero i nostri figli”

Un caso di cronaca, il suicidio di un giovane, è lo spunto per parlare di questo tema. Il giornale inPrimapagina, settimanale della provincia di Cremona, ha chiesto al dott. Massimo Adolfo Caponeri di Campesi un parere su queste problematiche. Intervista raccolta da Fabio Ricci.

Il suicidio di un giovane: è possibile capire se un figlio ha problemi seri o “normali” problemi di crescita? Quanto preoccuparsi?

Innanzitutto di questa vicenda di cronaca di Spino d’Adda non so altro se non dell’età e della modalità del suicidio, che non avesse un sintomo di nessun genere, che non mostrasse apparentemente nessuna sofferenza, mi sembra impossibile.

Siamo noi genitori che non vogliamo vedere un disagio in nostro figlio?

Genitori e amici che non si accorgono. Non si arriva a un gesto simile se prima non è accaduto qualcosa. Non so se ha avuto un trascorso amoroso difficile, se è stato lasciato da una ragazza, a 19 anni si può reagire in una maniera così forte dopo un abbandono una delusione. Oppure contrasti in famiglia o episodi tra amici quelli così detti di bullismo.

Ci sono delle avvisaglie?

Il grosso problema è che in genere chi veramente vuole uccidersi non lo annuncia prima. Tutte le volte ci sembra improvvisato o inaspettato. Ci sono anche persone, soprattutto le donne, che fanno parecchi tentativi di suicidio con farmaci e qualche volta può anche andare male, perché il più delle volte vengono soccorse. Poi gastrolusi e se la scampano. Però può capitare, quella volta, che nessuno li soccorra, perché magari per un giorno nessuno va a trovare quella persona. Così diventa efficace un tentativo, che era appunto tentativo spesso dimostrativo. Questo viene con sintomatologie diverse con persone che lamentano spesso insofferenza e fastidi accusando gli altri.

primapagina suicidio giovane

Come si attiva questa pulsione al suicidio di un giovane?

Momento di eccitazione maniacale di esaltazione, se passa quel momento non c’è più nulla. Ma non depressivo, all’interno della depressione è proprio un momento di eccitazione quando si compie un atto come questo.

Come si riconosce la depressione in un adolescente, non sembrano tutti un po’ depressi?

No, la si riconosce perché molti interessi vengono meno, parlano di meno, escono di meno il tono dell’umore basso, non piangono non è questa la depressione. Cominiciano a ritirarsi dalla vita questa è la forma maggiore della depressione, il disinteresse a cose semplici come il cibo tutti piccoli elementi che pongono interrogativi; in genere si dovrebbe chiedere cosa hai?

Tutto quello che passa, come disvalori, dalla cultura giovanile di oggi (telefilm dove i delinquente è l’eroe o messaggi di questo tipo nei testi delle canzoni) possono incidere?

Tutti ricordiamo la sindrome derivata dal libro “I dolori del giovane Holden” molte persone lo imitarono nel suicidio. Certo comunque era un bel libro, fra l’altro.

I media possono molto e oggi soprattutto i social. Però circa il suicidio di un giovane in sé non credo. Agiscono più come induzione all’etero aggressività.

Come può agire un genitore?

Stabilendo un colloquio, ascoltando davvero… guardando davvero. Non guardando senza vedere porre molta attenzione. Invece spesso succede che i genitori abbiano da fare, non ci sono, vedono il figlio pochissimo tempo la sera, senza stabilire un colloquio vero e proprio.

 

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