Il dott. Massimo Adolfo Caponeri è stato intervistato da Luca Varani, giornalista con varie e note collaborazioni, per il settimanale Così Cronaca per “Lo scaffale del mistero – L’intervista in Giallo”. Qui di seguito il testo integrale per il quale ringraziamo sia Luca che la sua gentile testata.

Chi è Massimo Adolfo Caponeri

Massimo Adolfo Caponeri – stimatissimo psichiatra – vive e lavora a Milano, nel corso della sua professione ha pubblicato numerosi lavori su libri e riviste specializzate, caratterizzando con un “gusto” letterario anche i casi clinici più tecnici, fino a decidersi negli ultimi anni a scrivere direttamente romanzi. Ad oggi ha pubblicato “Sei ore della vita di Giulio”, (impreziosito da un’acuta prefazione di Raffaele Morelli) e “Woodoo e Incantamento”, con la prefazione di Roberto Razeto. Molto richiesto dai media per pareri professionali su temi legati alle dipendenze affettive, problemi legati all’adolescenza, violenze di genere, il suo nuovo libro si intitola intitola “Al di qua della rivoluzione”.  Con lui parliamo di psichiatria e letteratura, due temi che si intrecciano spesso, non solo a livello biografico ma spesso anche nel cuore della narrazione, dei personaggi, dello stile narrativo. Partendo dall’Ottocento, che è considerato “il secolo della nevrosi”, nel quale – al di là dalla nascita e dai progressi della psichiatria – la nevrosi assurge a simbolo del disagio dell’individuo e della collettività, cosa che spiega come sia diventata oggetto di indagine da parte della scienza quanto della letteratura.

L’intervista

Psichiatria e letteratura: due temi che in lei paiono intrecciarsi con grande naturalezza. Come vive questo rapporto?

La psichiatria è un campo vasto di conoscenze non solo organiche e biochimiche.In qualche modo finisce per occuparsi dell’esistenza nella sua totalità, e, se vogliamo, sugli interrogativi che pone. In questo senso l’attenzione di uno psichiatra non è limitata alla sola psicopatologia. La stessa descrizione di casi clinici può essere spesso paragonata ad una narrazione di particolari modalità esistenziali.

Può descrivere in breve ai lettori di Così Cronaca  il suo nuovo libro, magari con 3/4 aggettivi…

Una storia compiuta, anche se di genere fantasy,  che secondo me possiede una linearità di racconto maggiore rispetto agli altri due libri pubblicati  in passato. Parla di un giudice che abbraccia una particolare interpretazione dei fatti fino a contraddirsi, tradendo una causa che in un primo momento aveva dovuto perseguire. Questo coinvolgerà l’intera sua esistenza, comprese le scelte d’amore che farà e le posizioni ideologiche da assumere.

Da lettore che scrittori ama?

Sicuramente i classici russi, poi Kafka, William Saroyan, Buzzati, Henri Michaux, Albert Camus… e l’elenco potrebbe continuare.

In cosa ritiene che il suo nuovo libro si differenzi dai due precedenti romanzi?

Questa è una storia completamente inventata… ma i contenuti che la rendono viva si basano sulle mie conoscenze (la grecità, la religiosità) e sulle mie propensioni.

C’è una tematica della  quale sarebbe interessato a scrivere, magari in un prossimo romanzo?

Sì… un tema molto difficile che sto già trattando ma che, almeno per ora, non riesco a portare a termine: i ricordi e la loro possibile influenza negativa sul presente.

Il dott. Massimo Adolfo Caponeri #fattiseguiredaunobravo nello studio di C.A.Me.Psi.

 

 

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