Tango a Milano
Tango a Milano

Tango a Milano speciale al centro C.A.Me.Psi

Parte, da Giovedì 27 Settembre 2018, la nuova stagione di Tango a Milano al centro C.A.Me.Psi. Nasce tutto dall’amore per il Tango e dal rispetto per le sue radici, C.A.Me.Psi ha l’onore di ospitare di Rosanna Remòn. L’argentina insegnerà tutti i giovedì con due corsi alle ore 20,15 e 21,30 (intermedi e principianti). L’iniziativa si propone di avvalorare il Tango tradizionale con lo stile tipico dell’abbraccio chiuso, quale quello che si balla nelle Milonghe di Buenos Aires. I corsi sono aperti a tutti quelli che desiderano approfondire questo tipo di Tango.

Rosanna Gladys Remon
Rosanna Gladys Remon

Info

Per iscrizioni o informazioni al corso rivolgersi a Rosanna Remòn: 339-2255305 o a Massimo Adolfo Caponeri: 3356051559 oppure scrivete un email a: info@camepsi.it

Inizio 27 settembre 2018 presso C.A.Me.Psi è in Via Angera 1, Milano

Qui c’è l’evento di Facebook

Il tango come metafora della relazione di coppia

Chi è estraneo al mondo del tango, in genere, lo conosce solo attraverso le esibizioni viste in televisione o al cinema.

Ma il tango vero, quello tradizionale, ballato soprattutto nelle Milonghe del Centro di Buenos Aires (ora chiamato impropriamente “milonguero”) è tutt’altra cosa. Devo anche premettere che il tango è un ballo in continua evoluzione (fin dalla metà dell’ottocento). Pertanto, oggi, è spesso ballato con stili diversi (salon, nuevo, fantasy…), che privilegiano “figure” aperte; cosa che comporta l’allontanamento dei ballerini, proprio per l’esecuzione delle stesse, che, dunque, non sono abbracciati tra loro. È però evidente che in Milonghe molto affollate ci si deve saper muovere in uno spazio ridotto, e non è possibile eseguire figure ed esibizioni, onde evitare sgradevoli “urti e collisioni”.

Buenos Aires

E questa è propriamente la realtà del Centro di Buenos Aires, che, a partire dagli anni ’40, ha determinato il modello del tango, basato sull’abbraccio. Un milonguero molto noto (Gavito) una volta ha detto: “Il tango è saper camminare abbracciati”. Nell’abbraccio, la ballerina poggia il petto sul torace del partner; così, la coppia, disponendosi come un triangolo aperto in basso, trova un equilibrio comune. Il movimento, e/o la rotazione del torace dell’uomo (dissociazione), fanno capire alla dama l’intenzione (“marca” o “guida”), per dove e come procedere. Allora l’uomo, avendo la possibilità di decidere il movimento, ha la responsabilità di condurre con sicurezza la ballerina, in un ruolo “protettivo” nei suoi confronti. A questo deve corrispondere la capacità, e disponibilità, da parte della dama, di affidarsi all’uomo e alla sua guida, mantenendo il contatto, e sapendo così rispondere alla conduzione del partner. In tal modo, a sua volta, può permettersi “adorni” e movenze che esaltano espressioni di femminilità. È evidente, per tutto questo, che non si deve essere né troppo discosti, né troppo pesantemente appoggiati.

La ballerina

La ballerina sente il suo partner, e si unisce a lui nei suoi movimenti. Il ballerino sente la sua dama, coglie la sua posizione e la sua adesione, per unirsi con lei nella danza. Entrambi sentono la musica e il ritmo, vi si sintonizzano, e si conformano alla cadenza. Utilizzando termini “psicologici”, si potrebbe dire che la coppia è complementare (differenziazione) per la danza, e simmetrica (similarità) riguardo alla musica. Musica e ritmo sono l’elemento terzo comune per i due ballerini. È facile ravvisare il parallelismo con un rapporto di coppia dove sono controproducenti sia un’autonomia sia una dipendenza eccessiva.

Coppia

Così come è auspicabile che una coppia, oltre a una buona corrispondenza duale (io-tu), generi, o abbia presente, una terzialità che la riguardi (noi): il proprio stile di coppia, dei valori, degli interessi… Altra annotazione, altro parallelismo possibile. Il braccio dell’uomo sotto l’ascella della donna deve essere fermo e non cedevole per non farle perdere l’equilibrio in certi spostamenti laterali o di giro; ma non deve neanche essere troppo costrittivo. E così per l’abbraccio in generale: se troppo debole, la dama non viene tenuta e sostenuta, se troppo forte le si impedisce di muoversi.

Ma non oppressione

Per analogia, un partner che si cura poco dell’altro/a può dimostrare disinteresse o indifferenza, ma un partner troppo pressante e possessivo può dare il senso di un’oppressione soffocante.